mercoledì 1 aprile 2015

La leggenda del Pozzo della Morte di Famolasco

Stefano Cerri, nel suo pregevole volume sulle vicende del Castello di Famolasco (Bibiana), ci racconta che nei ricordi degli anziani del paese si narra di un pozzo esterno al castello, collocato forse a destra dell'attuale cancello d’ingresso. “Il sig. Buffa Chiaffredo (1898-1966) aveva pochi mesi di vita quando, proprio nel 1898, il padre Biagio acquistò la proprietà in questione. Era quindi la persona più informata sull'evoluzione successiva delle strutture dell'edificio avendo trascorso lì tutta la propria vita: egli stesso soleva dire, mettendo un tavolo della merenda nel punto detto poc'anzi adiacente al gros-so ippocastano, piantato in occasione dell'acquisto della proprietà e della sua nascita: "Si mangiòma s'la testa di mort" per confermare che proprio lì era stato chiuso o interrato, forse da lui stesso, un pozzo che nei secoli precedenti veniva utilizzato per giustiziare rei confessi o, semplicemente, per elimina-re fisicamente nemici catturati. Doveva avere ad un dipresso le dimensioni esterne di un pozzo normale, forse lo era pure stato, e si era poi asciugato, passando ad un diverso utilizzo: portava infissi nei fianchi della sua profonda gola punte da taglio e da sfalcio che straziavano il malcapitato che vi veniva precipitato. Finora, nonostante le attente ricerche e sondaggi fatti non è dato confermare l'esistenza. Certo è che se la gente ne parla qualcosa ci sarà pur stato.”.

Testo tratto da CERRI S., Famolasco - La storia-la gente, Alzani, Pinerolo, 2002

Alessia Piccoli e Luca Grande


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