venerdì 10 aprile 2015

La leggenda del Buco del Diavolo

I prati della fertile pianura che si staglia tra Campiglione, Bibiana e Cavour, sono irrigati con l’acqua che deriva dal Pellice attraverso un canale che scorre sotto il Poggio Caburna, tra Luserna e Bibiana  per un foro lungo 30 metri: il buco del diavolo.Il foro per lo scorrere delle acque di tale canale fu realizzato dai monaci benedettini dell’Abbazia Santa Maria di Bibiana, i quali, per le preghiere del vescovo di Torino, Guidone, ottennero dalla Contessa Adelaide e dai Signori di Fenile, nel 1041, il diritto di costruire un acquedotto. La leggenda vorrebbe che, quando i Benedettini pensarono al modo di traforare la Caburna e ne intravidero le difficoltà, incaricarono uno di loro affinché si crogiolasse sul possibile progetto. Al benedettino incaricato si presentò, quindi, il diavolo, che gli offrì il proprio aiuto in cambio della prima anima che avesse ottenuto i benefici del canale.Il monaco fu, così, coadiuvato dal diavolo nella realizzazione dell’opera e nel traforare il poggio di Caburna e al compimento della stessa, il benedettino indusse un cane ad abbeverarsi al canale appena inaugurato, cosicché il diavolo fu gabbato e costretto a prendersi l’anima della bestiola. Ciò, mentre le fertili terre venivano foraggiate dall’acqua del Pellice, che ancora oggi, a distanza quasi mille anni, bagna i campi nella pianura tra Bibiana e Cavour.

Testo tratto da GAROLA D. L., Documenti Istorici di Luserna e dei luoghi di sua valle compilati da Domenico Lorenzo Garola, 1832, pp. 50-51.

Alessia Piccoli e Luca Grande
 



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